INTERVISTE

Intervista di Darkolandia

 

Intervista del 15 Maggio 2021 fatta in un gruppo per scrittori e appassionati di libri, su facebook: Darkolandia

- Ciao Astrid! Scusami per il ritardo! Che genere scrivi? Prevalentemente romanzi gialli e thriller, ma anche fantasy.

- Le interviste secondo te aiutano nel lancio di un libro? Secondo me sì, specie quando un autore non è conosciuto.

- Come è nato ‘Il Gioco del diavolo’? Molti anni fa avevo scritto una prima stesura che qualche anno fa ho sistemato e riscritto, ma devo dire che le idee mi sono venute grazie alla mia passione per le serie crime.

- Hai detto che la tua è una passione, una valvola di sfogo... dobbiamo supporre che oltre a quello pubblicato tu abbia altri manoscritti nel cassetto, Astrid? Sì in realtà moltissimi, tutti da sistemare e far correggere!

- Hai scritto un giallo con una trama interessante la scelta del titolo è interconnessa con la storia? Sì il titolo è connesso con la trama, ma ha una doppia interpretazione perché il diavolo in questo caso è interpretato sia dal protagonista buono che dall’antagonista...

- Astrid, cosa significa per un'aspirante autrice affrontare l'opinione dei lettori pubblicando un romanzo, come hai fatto tu? Mi mette molta ansia specie perché viaggio dal sentirmi con buone carte in mano all'essere molto insicura

- Che colori daresti a Claudio e a Nico, i protagonisti del libro? Perché? Sono entrambi grigio in quanto colore che sta fra il bianco ed il nero, perché nessuno dei due è nettamente buono o nettamente cattivo

- Luce e oscurità sono in perenne lotta per la supremazia e il governo dell’universo. Una lotta che troviamo nel tuo libro? Sì entrambi i protagonisti hanno personali visioni del bene e del male che non coincidono con quelle della società, ma devono scendere a patti poiché nella società ci vivono... perciò è una lotta interiore fra ciò che è giusto e ciò che si deve fare...

- Chi è, se ce lo puoi svelare, la prima persona a cui fai leggere i tuoi scritti, quale "opinione" oltre la tua conta di più, per te? Mah... una delle prima è sicuramente mia madre! Tutte le opinioni contano molto perché mi aiutano a migliorare come scrittrice

- Che cosa provi quando metti la parola fine alle tue storie e devi lasciarle andare? Mi sento un po' in lutto, in quanto chiudo qualcosa a cui tengo tantissimo e mi ha tenuto compagnia per molto tempo, ma sono al tempo stesso molto soddisfatta perché adoro concludere le cose che inizio

- Per scrivere ti documenti e dove attingi le fonti? Sì mi documento su internet, ormai la miglior fonte, più che altro pratica ecco...

- Cos'è una scrittrice? O meglio... chi è Astrid Basso scrittrice? Quando scrivo mi immergo nel mio vastissimo mondo pieno di idee e fantasia e sentimenti, di persona sono introversa ma quando scrivo sono un vulcano di emozioni

- Nel tuo libro si parla di amore o è un giallo puro? Parlo di un tipo d'amore, ovvero fra padre e figlio... il rapporto paterno è un po' protagonista oltre alla trama da giallo di per sé

- Un classico letterario che ami e quello che ti annoia, non ti piace? I gialli-thriller li amo moltissimo, anche gli horror... mi annoiano quelli storici...

- Quando scrivi preferisci il silenzio o hai bisogno di una musica in particolare che ascolti? Musica nelle cuffie per isolarmi, incanala meglio un certo tipo di scena, per esempio se scrivo phatos ho bisogno di musica appropriata

- C'è un autore che ha influenzato il tuo modo di scrivere? Stephen King e Donato Carrisi in qualche modo hanno influenzato anche se non saprei dire di preciso come, comunque sono i miei autori preferiti.

- Il tuo sogno nel cassetto? Scrivere per lavoro, ma anche viaggiare e vedere il mondo!

- Quale storia non scriveresti mai e perché? È una domanda difficile... credo romanzi storici o ambientati nel passato perché non sono per nulla ferrata nel settore

- Come reagisci alle critiche negative, soprattutto se cattivelle? A me aiutano molto le critiche, anche negative, perché mi aiutano a migliorare, purtroppo se non sono costruttive ma semplicemente cattive mi infurio un sacco, a volte rispondo per le rime, altre ignoro... purtroppo ci sono persone che le vivono male e smettono anche di scrivere, ma principalmente uno deve scrivere per sé stesso, per cui non dovremmo farci influenzare negativamente, anche se spesso non è facile!

- C'è un argomento di cui non tratteresti mai, nei tuoi romanzi? Credo sempre argomenti storici ma più per mancanza di conoscenza, perché non mi sentirei all’altezza

- Cosa deve lasciarti una lettura? Emozioni, ma soprattutto mi deve prendere, se mi annoio sono capace di lasciar perdere il libro

- Il primo libro che hai letto e l’ultimo? Leggevo sin da piccola ma credo che il primo che ricordo è ‘Il giardino segreto’... attualmente sto rileggendo per la terza volta IT di King!

- Un aggettivo per il tuo romanzo Riflessivo. Credo che sia in grado di far riflettere su molte cose poiché ci sono molti quesiti morali che fanno presa sul lettore, cose non scontate...

- C'è un argomento che ti ha mai "bloccata"? O un punto di una tua storia per cui hai dovuto un po' lottare? Grazie! Sì ci sono storie che mi mandano in crisi, spesso quando scrivo un romanzo pretenzioso mi blocco ma non c'è un punto specifico, quando succede stacco per un periodo, passo ad altro e ci torno dopo alcune settimane, rileggo tutto e riprendo spedita

- Cosa bolle in pentola... Progetti futuri? Ho molte idee per il seguito di questo romanzo, credo se tutto va bene sarà il prossimo progetto, ma in realtà ho iniziato molti romanzi che aspettano di essere finiti!

- Come nascono le tue storie? Traggo ispirazioni da qualunque cosa... guardando serie tv, film, video musicali, ma anche osservando dalla mia vita quotidiana, per esempio se conosco qualcuno di particolare mi fa venire su un'idea. Tendenzialmente partono prima i personaggi e da lì le situazioni e le trame. Spesso le trame si sviluppano da sole, scrivendo. A volte progetto prima, ma prevalentemente vado d’istinto!

- Come affronti le critiche negative? Se sono costruttive ne faccio tesoro, so di non essere 'arrivata' e sono migliorata grazie ai consigli, ma se sono solo negative fine a sé stesse, senza un consiglio, o rispondo per le rime o ignoro... ma per prima cosa mi metto sempre in discussione, per capire se possono avere ragione.

- Ciao, cosa troverò nei tuoi romanzi? Un mix di cose... più generi insieme, niente di troppo classico. Personalizzo sempre i generi di cui scrivo, tendo a non seguire le regole, ma a scrivere d'impulso. E poi riflessioni, molte riflessioni su qualsiasi genere, specie argomenti delicati come potrebbero essere relazioni non convenzionali, infanzie traumatiche e via dicendo

- La colonna sonora per questo romanzo? Bella domanda... rock e phatos, a seconda delle scene. Rock classico per Claudio, rock moderno per Nicolas. Per le scene emotive musica ad effetto, quel genere che quando ascolti ti fa scrivere mille romanzi... io per esempio metto tanto le colonne sonore degli altri film...

- Cosa pensi dei prestavolto, li utilizzi? Li uso molto per ispirarmi quando scrivo, anzi ho la mania di assegnare un attore/persona famosa a tutti i miei personaggi... anche se poi non li descrivo mai nel dettaglio per permettere al lettore di usare la propria fantasia... è una cosa utile più per me stessa

- Perché un lettore dovrebbe leggere il tuo libro? Quali sono i punti di forza del tuo romanzo? Perché trova molte cose al suo interno, non solo la trama di per sé, ma anche spunti di riflessione. Poi cerco sempre di usare a dovere i colpi di scena e la suspence, oltre che scene d'azione per contrastare i momenti di riflessione. insomma, in un mio romanzo puoi trovare un po' di tutto. Cerco di non far annoiare il lettore

- Chi sei quando non scrivi? Sono una persona introversa che fatica a comunicare con gli altri, ma sto facendo un lavoro su me stessa per aprirmi di più, sto lavorando su quelli che so sono i miei difetti...

- Self o ce? Casa editrice principalmente perché ho bisogno di un buon editing, conosco i miei limiti!

- Come hai iniziato a scrivere? Mia madre e mia sorella scrivevano racconti per passatempo e a me piaceva leggerli, fino a che mi sono messa a pensare alle mie versioni, alle mie storie e così mi son messa a scrivere (ma ero terribile, infatti mi correggevano molto loro...)

- Nascono prima i personaggi o la trama? Personaggi il più delle volte... perché li prendo da ciò che vivo, da chi conosco, anche da persone note oppure da libri, film o serie tv... poi ovviamente li modifico a seconda di ciò che mi piacerebbe. Poi creo il rapporto di cui voglio scrivere, se c’è (che sia d'amore etero od omosessuale, padre/figlio, amicizia, ecc) ed infine la trama. Ma ci sono casi in cui c'è prima la storia e poi cerco i personaggi ed il resto

- Il gioco [del diavolo]?! Cosa rappresenta per te? Il cercare di fregarsi a vicenda per ottenere i propri scopi, qualunque essi siano. Tranelli poco puliti, anzi, proprio sporchi e meschini, ma per uno scopo che a seconda del personaggio ovviamente è nobile o meno, ma in ogni caso è importante per lui

- Nel tuo privato hai avuto il giusto sostegno per quanto riguarda la scrittura, oppure hai trovato qualche scoglio? Sono sempre stata molto sostenuta e spronata in quanto sia mia madre che mia sorella scrivono per passione e leggono un sacco. Mio padre è un artista anche lui (anche se non più attivo come da ragazzo, ma resta una persona creativa) però ha sempre sostenuto gli hobby dei figli

- Scriveresti un romanzo a 4 mani? Allora, onestamente da ragazza, parlo di 15 anni fa circa, scrivevo molto a 4 mani, ma ho avuto esperienze complicate... non siamo mai riusciti a finire le storie e a me irrita molto non finire qualcosa! Perciò ora come ora non lo farei più anche perché sono molto prepotente quando scrivo, devo fare tutto a modo mio, così come mi viene! ahaha

- Cosa rappresenta per te la scrittura? Una valvola di sfogo, ma soprattutto un modo per esprimere me stessa e tutto il mio mondo interiore