Il Gioco Del Diavolo



Generi romanzi, giallo, noir, thriller

Editore Calibano 

Data uscita 3 Maggio 2021

Prezzo 16 €

Numero Pagine 320

Dimensioni 13x18

ISBN 979-12-80224-15-6

PREMI

Premio Letterario Internazionale Montefiore 2021, vincitore del Premio della giuria. 

Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti 2021, vincitore del Diploma d'Onore con Menzione d'Encomio

VINCITORE DEL PREMIO DELLA GIURIA AL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE MONTEFIORE

Sinossi

Claudio Grimaldi, capo dell’unità Anticrimine, è sulle tracce del Pulitore, serial killer della malavita che ammazza trafficanti senza lasciare alcuna traccia. L'indagine sembra a un punto morto, ma Claudio non si arrende e si infiltra tra i trafficanti per attirare l'attenzione del ricercato. Durante la missione incontra Nicolas, malvivente con un passato doloroso e terribile che lo colpisce dritto al cuore. Cosa farà Grimaldi? Il suo dovere di poliziotto o ciò che ritiene umanamente giusto?

Un'indagine sotto copertura, un poliziotto onesto, un killer con un passato di indicibili torture. Se la tua vita è manovrata da un altro, sei davvero colpevole?

 

Personaggi

- Loris Claudio Grimaldi è un poliziotto esperto intorno ai cinquant'anni, ispettore capo di una unità che fa parte delle Squadre Mobili dello SCO, Servizio Centrale Operativo, servizio della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Lo SCO coordina le Squadre Mobili delle questure italiane e l'attività investigativa sulla criminalità organizzata. Ne fa capo un Dirigente Superiore, ma ci sono quattro Divisioni dirette ognuno da un proprio Comandante. L'unità di Claudio opera a Roma e fa parte della Seconda Divisione la quale coordina e concorre alle attività investigative sulle organizzazioni criminali dedite al traffico illecito di stupefacenti e sui delitti più gravi, in contesti non riconducibili alla criminalità organizzata; assicura le procedure per lo svolgimento delle attività cosiddette “sottocopertura” per il contrasto al traffico di stupefacenti, elabora e dirama metodologie di indagine rivolte al contrasto di manifestazioni della criminalità comune di maggiore gravità. L'unità di Claudio è della terza sezione, ovvero i crimini contro la persona.

Claudio è divorziato ed ha perso suo figlio, Marco, quando era piccolo. Ammalatosi di leucemia fulminante, non ha potuto stargli accanto nei suoi ultimi momenti di vita poichè troppo preso da un caso molto difficile. Questo lo tormenta molto tutt'ora. A causa di questo la moglie lo ha lasciato e lui ha ultriormente perso la testa finendo per superare il limite pur di fare giustizia. Una giustizia a modo suo, che va oltre ciò che viene consentito dalla legge. Claudio, infatti, è un uomo grigio, non è né bianco né nero. Vede le cose a modo suo, ha una sua morale che esula talvolta da ciò che è consentito dalla legge o dalla società e spesso finisce per dimenticare il distintivo, ma lo fa solo se è profondamente convinto di ciò che è realmente giusto. 

Ha un rapporto d'amicizia particolarmente stretto con Jennifer Silvestre, il Comandante della Seconda Divisione, ma essendo anche il suo capo i due hanno sempre mantenuto una certa distanza, pur conoscendosi molto bene. Altri membri della sua squadra a cui è legato sono Katia Told, Zaira Dennis e Tommaso Mori.

Fisicamente non viene mai descritto molto, ha gli occhi grigio scuro, una certa presenza fisica in quanto massiccio ma sufficientemente atletico. È forte, ha i capelli corti e brizzolati ed ha una voce baritonale che usa quasi sempre per sgridare o borbottare. È un ex tiratore scelto dell'esercito da cui ad un certo punto si è staccato cambiando carriera, arruolandosi in polizia fino a scalare velocemente le gerarchie poichè particolarmente portato per le indagini e soprattutto gli interrogatori. Il suo dono è far parlare chiunque anche senza fargli capire che è sotto interrogatorio. Ha un carattere chiuso, non ama molto parlare ma se deve fa tutto ciò che è necessario, anche conversare col prossimo. Tiene ben stretti in sé i propri sentimenti che esprime di rado, ma quando colpisce va dritto al punto e non manca mai il bersaglio. Non gli servono armi per demolire il prossimo. Ha uno scarsissimo senso dell'umorismo.

 

- Nicolas Damiani è un giovane di 29 anni, figlio di Reginaldo e membro dell'organizzazione criminale La Salamandra di cui suo padre è sia il fondatore che il capo. Cresciuto da lui in modo esclusivo e totalmente isolato, sotto le sue regole personali e rigide e senza madre; non ha una concezione reale di ciò che è il mondo perché non ha mai avuto confronti utili con il prossimo. In questo modo Reginaldo l'ha potuto trasformare in una perfetta arma vivente che erediterà un giorno la sua attività. Al suo interno lui è quello che tratta coi clienti, sistema in anticipo i problemi durante le trattative, porta anche a termine gli scambi e testa la merce. Usa una pistola col silenziatore di calibro 8 millimetri, è molto abile nei corpo a corpo e nell'irritare il prossimo. Ha molte conoscenze anche per ciò che riguarda la merce. È soprannominato Pulitore sia all'interno della Salamandra che dalla squadra di Claudio che cerca il serial killer di trafficanti e spacciatori. È il braccio destro di Reginaldo, ma per questioni di sicurezza tengono segreto il loro legame e nessuno, nemmeno i loro collaboratori più stretti, sanno che sono padre e figlio. Un altro membro della squadra è Alejandro, il Mercenario. 

Fisicamente è un bel ragazzo, occhi azzurri, bella presenza, capelli castani e lisci, fisico asciutto. Apparentemente è un ragazzo allegro, chiacchierone e socievole. Ha studiato a casa e per cultura personale ha approfondito le materie di psicologia che lo affascinavano di più. Suona la chitarra da autodidatta ma è molto bravo, se la cava a cantare. La musica è la sua grande passione. Ignora tutto quello di cui Reginaldo l'ha privato e di essere stato cresciuto in modo diverso dagli altri. Lui stesso non conosce un terribile segreto che lo riguarda. 

 

 

Temi

I temi e gli argomenti trattati nel romanzo sono molti, il principale è il rapporto padre-figlio visto in diverse accezioni, sia il rapporto biologico che putativo. Un padre deve tracciare la strada del figlio e fare in modo che segua quel che lui vuole, oppure deve indicargli le vie a disposizione e sostenerlo nelle sue scelte?

Un altro tema è quello della manipolazione mentale, il cosiddetto plagio. Sarà ben presto chiaro che le azioni e la vita di Nicolas sono completamente manovrate da Reginaldo. Ma la domanda in questo caso sarà: se tu non sai nemmeno quel che stai facendo perché non è una tua libera scelta, sei colpevole per i tuoi crimini, oppure è troppo facile nascondersi dietro ad una condizione mentale schiava?

Un terzo tema sono le regole personali, il proprio codice. Anche se si vive in mezzo alla società e questa ha delle regole e delle leggi, è giusto seguirle comunque nonostante chi le ha ideate spesso non le segue per primo? E se per fare la cosa giusta per te dovessi andare contro ciò che il tuo ruolo ti impone?

Ispirazioni

Spesso mi chiedono da dove ho tirato fuori le mie idee per scrivere, come mi è venuto su Il gioco del diavolo. Comincio con il parlare dei miei autori preferiti sono Donato Carrisi e Stephen King, penso che inevitabilmente mi abbiano ispirato un po' nel mio modo di scrivere anche se loro sono dei mostri sacri, per me. 

Carrisi mi piace per i colpi di scena e la suspense con cui cattura sempre l'attenzione del lettore, non è mai scontato. Amo molto anche gli intrecci che crea; nei suoi libri non c'è mai una sola storia. Di King adoro due cose in particolare: come rende speciale anche l'idea più assurda e come scandaglia bene i personaggi. 

Infatti quando scrivo mi piace dare un approfondimento adeguato ai personaggi con un vissuto che deve essere mostrato e con delle evoluzioni che sono assolutamente essenziali, per me. A volte forse parlo troppo dei personaggi e delle relazioni, ma credo che questi siano in realtà la vera forza di un libro, in quanto è già stato scritto di tutto. Quello in cui possiamo differenziarci sono in realtà i dettagli e lo stile. 

Ne Il gioco del diavolo non ho dubbi sul fatto che Claudio e Nicolas abbiano un'importanza al pari se non maggiore dell'indagine stessa. Questo può piacere o meno, specie se ci si aspetta di leggere un giallo, ma nel mio caso un genere non è mai solo quello. Per esempio siamo un po' nel campo del noir in quanto appunto lì hanno molta rilevanza i protagonisti, in particolare quelli che non sono eroi senza macchia. 

Altro che mi ha sempre ispirato e che ha inciso veramente molto nel mio modo di scrivere, ed anche ne Il gioco del diavolo si vede, sono le serie tv, in particolare Criminal Minds ed NCIS, le mie preferite. So per certo che hanno sempre giocato un ruolo fondamentale nelle storie che creo. 

Nel romanzo riviviamo un po' gli insegnamenti che apprendiamo in Criminal Minds, così come il loro modo di approfondire i criminali che sono un po' i protagonisti delle loro puntate, così come Nicolas lo è ne Il gioco del diavolo. Di NCIS mi sono sempre piaciute le atmosfere, il loro equilibrio fra l'azione, il dramma, l'umorismo e lo studio della situazione. Qua ho provato a non privarmi di nessuno degli aspetti che ritengo in un romanzo non debbano mai mancare. Oltre a questo mi piace il carisma che troviamo nei personaggi ed io ho cercato di darne ai miei, dando ad ognuno un vissuto che ad un certo punto diventa protagonista insieme alla trama.

Genere

Ne 'Il gioco del diavolo' c'è un mix di diversi generi anche se quello dominante è il giallo. 

Giallo in quanto si parla di un crimine e dei personaggi coinvolti, sia quelli dalla parte del 'bene' che del 'male'. Nel poliziesco viene data più rilevanza all'indagine che porta alla soluzione del caso, ma nel romanzo non viene dato molto spazio a questo aspetto quanto ai crimini e ai personaggi coinvolti. 

Tinte noir in quanto parliamo dell'altra faccia del crimine, ovvero quella vista dalla parte del criminale, si approfondisce molto anche la parte di Nicolas e dell'organizzazione, entriamo nel loro mondo e modo di vedere e vivere. Ma soprattutto viene mostrato questo protagonista controverso che è sì responsabile dei crimini su cui indaga Claudio, ma ci sono delle cose nel suo vissuto che lo rendono non proprio il tipico criminale. Nel noir spesso il finale non è convenzionale, ma non ci addentriamo oltre questo concetto per non svelare troppo. Oltre a tutto ciò, in questo genere l'attenzione è posta più sull'ambiente e sulla psicologia dei personaggi che sugli enigmi da risolvere. Ne 'Il gioco del diavolo' non c'è un vero mistero da risolvere perché il lettore scopre presto chi è il responsabile dell'oggetto dell'indagine, ma si viene risucchiati dai personaggi e dai particolari rapporti che ci sono e che si creano nel corso della storia. Questi infatti sono messi molto in risalto con i loro vissuti complicati e le loro scelte sempre imprevedibili. 

Siamo nel campo del giallo a suspense, ovvero nella zona thriller, poichè il lettore in quel genere normalmente assiste direttamente alla preparazione e all'esecuzione del crimine, subendo un forte coinvolgimento emotivo in un clima di crescente tensione. Ne 'Il gioco del diavolo' questo è uno dei fattori principali poichè mostrando la parte di Nicolas e della Salamandra grazie anche al fatto che Claudio è sotto copertura proprio nella loro organizzazione, viviamo in prima persona il crimine dalla sua nascita al suo svolgimento per poi rimanerne coinvolti nello scoppio dell'azione. 

Azione che c'è in particolare dalla seconda parte in poi, quando i colpi di scena inizieranno a susseguirsi uno dopo l'altro insieme all'azione vera e propria. Nella prima al contrario assistiamo prevalentemente ad un approfondimento delle situazioni, dei personaggi e dei rapporti, cosa che rende il romanzo anche un giallo psicologico in certi tratti proprio per questi elementi.